Sono abituato a vedere le montagne, soprattutto quelle di casa, immerse dal silenzio e da quella sensazione di calma profonda.

È un’abitudine di cui non mi stancherò mai.

Eppure, questa volta, non ne ho assolutamente sentito la mancanza, pur essendo immerso nel cuore della Valle Maira.

L’OccitanTrail l’ho percepito come un bellissimo ritorno alla normalità, pur essendo un evento fuori dal normale per il panorama in cui si è svolto. Uno di quegli eventi che, per un giorno all’anno, sono in grado di animare l’intera Valle, di fare gruppo e di portare un po’ di sana sportività.

È stata una prima edizione che ho atteso fin dal primo giorno in cui ho scoperto che il Consorzio Valle Maira, in collaborazione con Sportification. Nell’ultimo periodo, sto muovendo una curiosità verso la fotografia sportiva: era proprio un’occasione da non perdere per fare un po’ di pratica.

Ma quella giornata è stata molto di più.

Ho deciso di aspettare gli atleti all’arrivo, a Marmora presso il Camping Lou Dahu. Erano le 8 del mattino, gli stand di prodotti locali iniziavano a prendere forma, il dj e lo speaker facevano qualche prova. Nelle due postazioni del Consorzio c’era fermento: tutto doveva incastrarsi alla perfezione.

Ho cercato di dare una mano qua e là, evitando di essere di intralcio ma cercando nel frattempo qualche spot utile in cui piazzarmi per le foto: una volta arrivato il vincitore con tutti gli altri atleti alle sue spalle, sarei dovuto essere nel posto giusto.

Mentre l’area si riempiva con i primi partecipanti per l’OccitanWalk, la camminata non competitiva di 6 km organizzata parallelamente alla gara, sentivo dalla radio che l’atleta in testa si trovava già nei pressi della Gardetta.

Significava che, partendo da Chiappera, aveva oltrepassato Rocca Castello e la Provenzale, era salito al Colle Ciarbonet passando dalle Sorgenti del Maira, si era poi diretto a Viviere, la Gardetta e stava quasi per ammirare il panorama di Rocca la Meja.

Doveva passare ai suoi piedi, raggiungere il Colle del Mulo, scendere al lago Resile per poi tagliare il traguardo.

Tutto questo, Mattia Einaudi, lo fece in nemmeno 4 ore (3:53:39 per l’esattezza), percorrendo 38 km in un’atmosfera alpina autunnale incredibile.

E per fortuna ero nel posto giusto e al momento giusto per riprendere quel momento.

Dopo di lui, Cristiano Marino, Andrea Fornero, Martina Chialvo (vincitrice femminile) e poi tutti gli oltre 100 partecipanti ad apporre l’autografo sul tabellone al centro dell’area.

È stato bello vedere atleti, di ogni età, tagliare il traguardo ovviamente stanchi ma tutti con un sorriso: chi con un salto, chi accompagnato nell’ultimo tratto dal proprio figlio, chi per mano con il compagno di corsa.

Insomma, ognuno ha dato il massimo quel giorno.

E con ognuno intendo proprio tutti: gli organizzatori, i produttori locali, gli altleti, il bravissimo fotografo Daniele Molineris, la Pro Loco che ha preparato il pranzo, le persone della sicurezza.

Davvero tutti, dal primo all’ultimo. E sono sicuro l’abbiano fatto sia perché amano quello che fanno, ma anche perché sapevano di trovarsi in un posto unico.

Che lo è non soltanto quando è circondato dal silenzio, ma continua ad esserlo anche quando viene reso vivace da un evento come l’OccitanTrail.

Se vuoi conoscere di più sui panorami toccati dal tracciato, inizia con Rocca la Meja, in questo articolo.

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